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Brevissima storia del francobollo:
L’uomo, si legge, è un essere sociale, non può vivere isolato ed ha bisogno di comunicare con gli altri uomini, vicini e lontani. Tutto si basa sulla comunicazione, da sempre, verbale, scritta, sensoriale, visiva, olfattiva, virtuale, e via dicendo, ma mai, come oggi, è stato così facile essere in contatto con tutto il mondo in tempo reale. Ovviamente non è stato sempre così, anzi, ancora non molto tempo fa, per far sapere qualcosa a qualcuno occorreva andarci personalmente e dirgliela a voce, oppure mandare un altro che recapitasse i propri messaggi, a voce e simboli prima, con cose scritte (tavolette di argilla, papiri, pergamene, ecc..), poi. I primi servizi regolari di posta li troviamo nelle civiltà persiane, greche, romane, ma si parla quasi esclusivamente di servizi per esigenze militari e politiche. Anche nel Medioevo i privati continuarono a servirsi di latori occasionali: schiavi, amici, ospiti di passaggio, mercanti in viaggio… All’inizio del 1500, a seguito anche della scoperta o invenzione della stampa, fu sentita la necessità di ampliare le comunicazioni, l’imperatore Massimiliano I d’Austria dette l’incarico alla famiglia bergamasca Tasso della Torre di sbrigare il servizio di posta su tutto il territorio soggetto all’Austria. I corrieri addetti al trasporto della corrispondenza sostavano per il cambio dei cavalli nelle stazioni di posta e questo è il nome che, appunto, è rimasto al servizio di trasmissione e recapito della corrispondenza. I Tasso della Torre operarono fino al 1800 e arrivarono ad avere 20.000 dipendenti . Il porto del dispaccio veniva pagato da colui che lo riceveva e variava a seconda del numero dei fogli, dal peso e dalla distanza, con relative maggiorazioni se i territori da attraversare erano infestati da guerre, malattie o disagi di vario genere. Ma il destinatario poteva rifiutare la posta, e proprio per ovviare questo inconveniente non da poco, fu inventata una tassa da pagare prima, al momento della spedizione, e nacque così il primo francobollo. Siamo nel 1840 in Inghilterra, nasce il famoso Penny Black. In Italia, i primi francobolli risalgono al 1850, Lombardo Veneto (uguali a quelli d’Austria), 1851 Granducato di Toscana e così via, quelli del Regno d’Italia nel 1862 dopo l’unità degli Stati Italiani. Fin dall’inizio, le amministrazioni postali statali, pur cimentandosi in un campo del tutto nuovo, avvertirono l’esigenza di porre in circolazione dei valori bollati che rispondessero a criteri di praticità e sicurezza uniti ad un’estetica gradevole. Fu anche da subito chiaro che i costi potevano essere contenuti grazie ad una elevata tiratura. Da subito prevalse il concetto che il francobollo, in aggiunta al valore del taglio, dovesse riprodurre l’effigie sovrana oppure l’insegna o l’emblema dello Stato, similmente a quanto già in uso, da molti secoli, per le monete. Infatti sul Penny black c’è l’immagine della regina Victoria ben eseguita da H. Corbould. Questa tendenza continuò per tutto il resto del secolo, seguendo una impostazione grafica che rifletteva il gusto eclettico della seconda metà del 1800. Nel frattempo l’aspetto del francobollo era notevolmente migliorato grazie all’opera di molti bravi incisori e di più perfezionati procedimenti di stampa, ovvero dalla tipografia e litografia alla calcografia. Tra il finire dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si sviluppò, in varie forme, quello stile che si può ricondurre al vasto movimento moderno che prese varie denominazioni nazionali, L’Art Nouveau in Francia, il Modern Style in Gran Bretagna, lo Jugenstil in Germania il floreale o Liberty in Italia… La stilizzazione delle figure in funzione simbolica o decorativa, si ritrova soprattutto nei francobolli commemorativi, che grazie alla maggiore superficie disponibile, consentirono agli artisti una espressività più completa e ricca di dettagli, che meglio interpretava il nuovo stile. Non tutte le amministrazioni postali ritennero opportuno adottare le formule innovative ritenendole troppo audaci per valori ufficiali di Stato. Tra gli stati che distinsero maggiormente c’è l’Austria che si avvalse dell’opera di uno splendido artista Koloman Moser, ed anche l’Italia, rimase, invece, sulla sponda della tradizione, l’Inghilterra che pur rinnovandosi un po’ con Giorgio V rimase fedele sempre ad uno stile elegante, ma rigido. La prima Guerra Mondiale e gli anni immediatamente successivi portarono una involuzione dello stile figurativo eccetto l’Austria che si distinse con Wilhem Dachauer, noto fra l’altro, per le illustrazioni dell’opera dei Nibelungi e la Polonia con Alphonse Mucha, famoso disegnatore di manifesti francesi della Belle Epoche, che tornò nel suo paese d'origine dopo la guerra. La produzione di francobolli dell’area italiana fu intensa e con ottimi risultati soprattutto per il lavoro di Corrado Mezzana e Bruno Bramanti. E la storia continua fino ad i nostri giorni, questi piccoli pezzettini di carta commemorano fatti, personaggi, eventi, capolavori, sono testimonianza dell’evoluzione politica, culturale, economica di uno Stato e rintracciarne la storia viva è poi il senso profondo della filatelia stessa.
La passione di raccogliere i francobolli nacque da subito, già dopo pochi mesi dalla sua comparsa si legge sul Times che un tale chiedeva di ricevere francobolli usati.
I motivi per cui viene effettuata una collezione sono molti e forse, come ogni passione, ineffabili e profondissimi, ma certamente c'è alla base una grande curiosità, un interesse per la storia, una sensibilità estetica ed un desiderio di possesso come ogni collezione sottintende.
Iniziare a collezionare francobolli, oltre ad essere un hobby piacevole ed istruttivo, può essere anche, se fatto con competenza, una forma di investimento e di risparmio. Proprio per queste ragioni cercheremo di dare alcuni consigli pratici.
Prima di tutto: quali francobolli dovremo raccogliere? Nuovi od usati?
Se decidete per quelli nuovi dovete tenere presente che la spesa da sosteneresarà più alta.
D'altra parte è anche vero che con il passare del tempo, acquistano solitamente un maggiore valore filatelico e commerciale. I francobolli nuovi non devono presentare sgualciture, devono conservare la gomma originale ed integra, senza macchie né ingiallimenti. Quando invece si collezionano quelli usati dovete stare attenti soprattutto all'annullo che non deve essere deturpante. Particolare attenzione deve essere prestata al fatto che non siano assottigliati, scoloriti o forati. Una volta deciso quali francobolli raccogliere, dovete scegliere quale tipo di collezione impostare.
I tipi principali sono due: collezione di tutti i francobolli emessi da un Paese, o collezioni tematiche costituite da francobolli di vari paesi relativi ad un particolare tema o argomento (ad esempio lo sport, l'arte, la religione...) o relativi ad un particolare soggetto ( ad esempio animali, fiori, piante...).
 
Per quanto riguarda la collezione di tutti i francobolli emessi da un Paese sono molto diffuse da noi, per ovvi motivi, quelle dell'Italia, San Marino e Vaticano. Completare queste raccolte - in particolare modo quelle di Italia e San Marino - non è una cosa alla portata di tutte le tasche. Per questa ragione avviene spesso che si sceglie di raccogliere francobolli dall'origine fino ad un certo avvenimento, o da un certo avvenimento in poi.
Facciamo degli esempi per i tre Paesi citati:
 
ITALIA
Antichi Stati
Regno
Repubblica
   periodo filigrana ruota (con servizi o senza)
 periodo filigrana stelle (              "             )

 
SAN MARINO
Dal 1877
Dal 1945
Dal 1959
   (con foglietti o senza)

 
VATICANO
Pio XI
Pio XII
Giovanni XXIII
Paolo VI
Giovanni Paolo I e II

Quali scegliere?
Per noi sono tutte valide, ma molto dipende anche dalle disponibilità economiche del futuro collezionista. Comunque, essendo in Italia, diamo una lieve preferenza alla collezione della Repubblica Italiana. Questo tipo di collezione è accessibile a tutti. i francobolli, sia nuovi che usati sono facilmente reperibili e, in caso di necessità, possono essere rivenduti senza difficoltà.
La spesa per le collezioni sopracitate può essere sensibilmente ridotta, se vengono messi nella raccolta - almeno fino agli anni quaranta - francobolli con traccia di linguella.
Attualmente nei cataloghi italiani i prezzi dei linguellati sono alquanto contenuti. Chi colleziona tali francobolli deve stare molto attento al fatto che non si siano assottigliati e che la gomma sia fresca e priva di macchie di ruggine. Sempre della cosidetta "area italiana" sono abbastanza diffuse le collezioni delle Colonie e possedimenti italiani, di Trieste zona "A" e, dal 1966, quella del Sovrano Militare Ordine di Malta. In Italia sono molto collezionati anche i Paesi esteri e in modo particolare quelli dell'Europa Occidentale.
Tra i paesi d'oltreoceano godono una maggiore preferenza le ex-Colonie inglesi, gli Stati Uniti e recentemente gli Stati asiatici.
Ma veniamo ora alle collezioni tematiche o a soggetto. Questi tipi di collezione presentano innumerevoli possibilità ed ognuno può scegliere in un campo vastissimo secondo le proprie preferenze. Attualmente sono molto in voga quelle delle scoutismo. Croce Rossa, treni, animali ecc.
In ultimo, ma non per importanza, parliamo degli "Interi Postali".
Come i francobolli gli "interi" vengono emessi dalle amministrazioni postali di quasi tutti i Paesi e costituiscono un importante complemento della raccolta. Sono ricercati da molti collezionisti e di alcuni, il loro valore commerciale è superiore addirittura a quello del catalogo.
 


 
 
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